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Scatti di territori | San Miniato e il Tempranillo

Quella appena trascorsa è stata una bella Domenica di sole e relax in campagna all’aria aperta in-sana (faccina che ride) compagnia con un calice di vino in mano e tante cose buone da sentire grazie a Vinix in tour e all’azienda Pietro Beconcini di San Miniato che l’hanno rispettivamente organizzata e ospitata. Ciliegina sulla torta è stata l’occasione di “camminare” una delle vigne tra le più antiche e singolari della Toscana: la vigna di tempranillo toscano. Suggestivo è stato passeggiare sulla Via Francigena che la costeggia e taglia il paesaggio d’un verde esplosivo tutto intorno; osservare il terreno d’argilla chiara e arenaria ricco di conchiglie fossili; e una volta tra i filari ammirare, e per un attimo coccolato, quelle sculture rugose nodose arzigogolate, a piede franco, che sembrano volerti abbracciare. E costante, per tutto il tempo trascorso tra il dentro e il fuori, l’assaggio dei prodotti delle aziende ospiti presenti, tanti e tutti davvero molto buoni con delle vere eccellenze di tradizione tipicità e territorio.

Tra le vigne…

fino ad arrivare alla vigna di Tempranillo toscano storica

con piante a piede franco che raggiungono se non superano il secolo di vita

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Maraviglia “Vinix in tour” Toscana!

Ospitata dall’azienda agricola Pietro Beconcini si è svolta la prima tappa toscana di Vinix in Tour.

Diversi produttori di vino presenti insieme anche ad un birrificio artigianale, Birra Carrù. Tutti interessanti gli assaggi; grande interesse e godimento per il mio palato lo hanno suscitato i vini marchigiani dell’ Az. Agr. Maraviglia di Matelica, su tutti i bianchi a base del celebre vitigno Verdicchio. L’azienda possiede 13 ettari vitati e produce anche vini rossi da uve sangiovese, ciliegiolo, merlot, cabernet franc e petit verdot.

Ho degustato tutti e tre i bianchi presenti al banco d’assaggio: Alarico Verdicchio di Matelica DOC 2017, il loro vino “base”; a seguire Archè Verdicchio di Matelica DOC 2017, ottenuto in collaborazione con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige con l’utilizzo di “induttori di resistenza biologici”: in pratica si stimolano naturalmente le difese naturali della pianta, così da non utilizzare nessun prodotto chimico per ottenere un vino più salutare; infine Grappoli d’Oro Verdicchio di Matelica DOCG Riserva 2013, un vino importante, d’affascinante evoluzione, strutturato di gran bella fattura. Leggi il resto di questa voce

Cupelli, Metodo Classico L’Erede Brut Riserva

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Più o meno nel 2011 il mio compagno di bicchiere, Alessandro Zingoni, mi disse entusiasta di aver scoperto una piccola azienda di San Miniato che faceva un trebbiano Metodo Classico davvero apprezzabile; ricordo la mia faccia attonita, ci credevo solo perché mi fidavo del suo buon palato. Forte della mia ritrosia nei confronti del vitigno bianco toscano per antonomasia, secondo me buono solo per il Vin Santo, facevo davvero fatica a credere che questo trebbiano Leggi il resto di questa voce

Fresco di Nero 2015, Pietro Beconcini

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In etichetta: Fresco di Nero Tempranillo 100% Toscana Rosso 2015 IGT Pietro Beconcini ss agr. – vignaioli indipendenti, a/v 12% (6/7K btg prod. all’anno, 10E).

Ritorno con i pieni per terra Leggi il resto di questa voce

Chianti Riserva 2012 Pietro Beconcini

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Sangiovese e canaiolo (15%). In etichetta a/vol. 14%. Prod. btg ca. 15 000. 16E al pubblico. Dalle care vecchie vigne di famiglia un Chianti fatto come tradizione comanda. Davvero notevole. Chapeau!

Una sera l’anima del vino cantava nelle bottiglie:

“Uomo, caro diseredato, io ti lancio dalla mia prigione di vetro

e dalle mie vermiglie chiusure un canto pieno di luce fraterna!

So bene quanta fatica, quanto sudore, quanto sole cocente ci vuole,

sulla collina che arde, per darmi vita e anima:

ma non sarò né malevolo né ingrato,

perché provo una gioia immensa quando scendo nella gola

di un uomo sfinito dal lavoro, e il suo caldo petto si fa dolce tomba

dove mi trovo assai meglio che in una fredda cantina.” Leggi il resto di questa voce

L’Erede Rosato MC Brut Cupelli

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Sono cresciuti Sara e Marco che ritrovo sempre con infinito piacere così determinati e pieni di energia, nonché di consapevolezza acquisita negli anni da aver contribuito al rinnovamento e al rilancio dell’azienda di famiglia. E le novità in casa Cupelli piacciono e stimolano – e gli riescono anche bene: è il brut metodo classico rosato (rifermentato in bottiglia 18 mesi da vendemmia 2013/ sboccatura gennaio 2016) da uve ciliegiolo e sangiovese l’ultimo uscito (a/v 12%; 6 000 bottiglie prodotte; 12E); ma più che un rosato è un rouge de rouges come lo chiamano amichevolmente in azienda, dall’uvaggio ottenuto in percentuali +/- uguali da vigne più recenti allevate ai piedi di San Miniato. Leggi il resto di questa voce

Scatti di territori | San Miniato, Agri-sole

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Seminativi e sullo sfondo la Rocca di Federico II simbolo della città.

Era già da un po’ di tempo che non passavo a trovare la cara amica Maria Concetta Iovane di Agrisole, 5 ettari di proprietà alle pendici sud di San Miniato, in quel bel paesaggio dalle dolci colline già così rigogliose per essere a inizio marzo. [Il territorio di San Miniato è noto per il suo pregiato tartufo bianco.] Non potevo non trovare tante e belle novità, a cominciare dalle stilizzate nuove etichette dei vini,

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Fattoria Campigiana Imperatore IGT Toscana 2008

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Imperatore. Un gran bel vino delle colline di San Miniato.

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Podere Malabrocca Vin Santo Santo Subito 2002

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“Una coperta che avvolge con il suo tepore quando si cerca calore”, una chicca, un prodotto di nicchia, un Vin Santo della tradizione toscana come non se ne fanno più, questo Santo Subito delle colline di San Miniato prodotto dalla piccola azienda familiare Podere Malabrocca che ho avuto la fortuna di scoprire grazie all’amico di bicchiere Massimo. Leggi il resto di questa voce

Pietro Beconcini Sangiovese Reciso 2007

reciso

Un acceso rosso aranciato (vermiglione) di bella continuità intensità e brillantezza nel bicchiere mi ha predisposto bene alla beva. Leggi il resto di questa voce

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Vino, Vigna e Altre Storie di Viaggio di un Ingegnere Vignaiolo

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Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo

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