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Scatti di territori | La Doccia di Vinci

E’ stata l’occasione per rincontrare Marco e Sara Viviani (qui la mia visita di un po’ di tempo fa) la giornata promozionale della loro azienda La Doccia di Vinci (7,5 ettari di vigneti sulle dolci colline di Vinci; imbottigliamenti dal 2010) in trasferta a Livorno presso il bar-enoteca con cucina Alle Vettovaglie all’interno della maestosa struttura coperta del Mercato Centrale; qui, la sorpresa di trovare schierata l’intera gamma dei vini in commercio, annata 2016, e il piacere ancor più grande di ritrovare i suoi artefici, due giovani determinati artigiani, con le idee chiare (sempre di più – ndr).

“L’annata 2015 è andata letteralmente esaurita/sold-out; la 2016 è stata una bella annata per l’equilibrio ottenuto nei vini: bel varietale espresso, ottima maturazione delle uve e giusta quantità, dopo annate calde-anomale e rese scarse. Vinificazione per parcelle separate. Per i futuri Caesar, il sangiovese di punta, la maturazione in legni molto probabilmente avverrà in botti più grandi.”

Le mie note di assaggio: tra una chiacchiera e un approfondimento, uno spilluzzicare (di pane con l’olio e altri bocconcini) e una pausa per dare/riprendere respiro, ho cominciato con Leggi il resto di questa voce

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Scatti di territori | Vinci, Il Giardino – Fratelli Falzari

C’è un profondo legame tra la famiglia Falzari e le armoniose colline di Vinci, declivi fertili e argillosi che disegnano un paesaggio accogliente e illuminante; i fratelli Sergio e Roberto Falzari dal 2000 applicano – davvero con grande energia e coerenza – un’agricoltura-viticoltura-enologia specializzata, e ancora tanto sperimentale (ndr), completamente a conduzione biodinamica.

Circa 5 ettari di vigneti tra i nuovi impianti di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon e gli autoctoni Trebbiano toscano, Canaiolo e Sangiovese oltre ad altrettanti ettari circa di uliveti di cultivar diverse.

Gli assaggi Leggi il resto di questa voce

Terre del Ving, Nomade e Eretico (2015)

Il richiamo della terra è stato forte per Stefano Gonnelli, vignaiolo-ingegnere con la passione che non lo fa stare fermo mai. Dopo i vini di Podere Borgaruccio ho avuto il piacere di assaggiare i primi frutti della sua nuova realtà, Terre del Ving, Nomade e Eretico – le etichette dicono già molto del suo operare-pensiero – ottenuti da 5 ettari ca. in affitto nella DOC Montescudaio. I terreni sono in via di riconversione all’agricoltura biodinamica, metà del raccolto ad oggi va a ricavo diretto. Le viti allevate, riportate a Guyot, sono di Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese. Le rese bassissime, dovuto anche dalla stato attuale delle piante. Idem per le bottiglie prodotte.

La pulizia di questi nettari è sorprendente Leggi il resto di questa voce

Giardini Ripadiversilia, Vis Vitae 2013

Giardini Ripadiversilia Vis Vitae Costa Toscana Rosso IGP 2013. Taglio bordolese che già mi aveva ben sorpreso (qui) e che a tavola si è confermato dalla beva di tutto rispetto (specie in abbinamento con un filetto di maiale di cinta senese cotto a puntino: croccante fuori e tenero dentro, con riduzione di vino Chianti accompagnato da erbi saltati in padella), dimostrandosi un vino dal bel sorso elegante, di buona rotondità, freschezza e soprattutto amalgama, con la componente tannica ben svolta e assorbita quella dei legni nobili piccoli; e non ultimo dal frutto carnoso (prugna, ciliegia scura…) saporito ma mai sovrastante.

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Scatti di territori | Giardini Ripadiversilia

“Dopo più di quindici anni caratterizzati da piccole produzioni di circa 2000 bottiglie ottenute da due soli vini, un bianco ed un rosso, senza nomi né etichette (facilmente comprensibile che la produzione era ad uso esclusivo della famiglia e degli amici più stretti), nel 2002, se pur in presenza di una annata bagnata con forti criticità, ebbe inizio un processo di cambiamento radicale con la scelta di fare vino anche per gli altri.
Nacque l’attuale Azienda vinicola Giardini Ripadiversilia.”

In visita da Lorenzo e Paolo Svetlich, impressioni e scatti rubati:

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Il vermentino a Ripa di Seravezza
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Ha inizio la salita sul Monte di Ripa
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E infine tappa fra i filari di cabernet sauvignon

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Podere La Pace Maremma Toscana 2013

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Podere La Pace Maremma Toscana DOC rosso Black Label 2013 è la selezione di cabernet franc, cabernet  sauvignon, merlot, petit verdot. Leggi il resto di questa voce

Scatti di territorio | Calci, Fattoria San Vito

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Settembre/2016. Sono carichi di grappoli i filari di sangiovese e delle altre varietà nobili della piccola vigna di famiglia che Matteo Piccioli mi porta a vedere.

Fattoria San Vito è nella Val Graziosa di Calci (nomen omen) in quella piccola enclave a due passi dalla storica Certosa.

Il richiamo della terra è stato forte anche per Matteo, supportato dalla sorella e da una bella famiglia laboriosa. E il paesaggio qui è uno scorcio da cartolina che incanta per tanta naturale bellezza. E il microclima è ottimo anche per la vite, le particelle coltivate ben protette a nord-est dal ventaglio del Monte Pisano a quote su i 50 m slm ben esposte al sole, i terreni fertili, equilibrati, mix di argilla, limo e calcare. Anche se qui la tradizione vuole l’olio extra vergine di oliva il primo prodotto d’eccellenza (cultivar leccino, moraiolo e frantoiano).

Un passaggio ancora in vigna per fare l’ultima selezione dei grappoli. E tutto è pronto per la vendemmia, la quarta da quando Matteo ha preso in mano la conduzione dell’azienda. Orientandosi su la genuinità del prodotto finito cominciando dalla conversione al biologico, trattamenti oculati sulle piante, fermentazioni senza aggiunta di lieviti selezionati, illimpidimenti senza filtrazioni, vinificazioni in acciaio, riposo e affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.

Nel sottotetto all’aperto della piccola ma organizzata cantina ho assaggiato le tre etichette prodotte dell’ultima vendemmia, la 2015, da piante di diverse età, tutte a IGT: Leggi il resto di questa voce

Tenuta di Valgiano, i vini, la luna

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Inizio settembre. Tenuta di Valgiano. Le colline lucchesi, i vini e la luna che fa capolino. L’occasione della visita, di quelle ghiotte da prendere al volo lo ammetto, è per contribuire a raccogliere qualcosa da destinare per il post terremoto ultimo che ha colpito il centro Italia. Siamo arrivati in ritardo ma ne è valsa la pena e la ricompensa più grande è stato poter rimanere a godere di una serata perfetta, dal mood e con moon avvolgenti, sì, in compagnia dei gentilissimi patron Laura e Moreno produttori del noto rosso di Valgiano, Tenuta di Valgiano appunto, blend di sangiovese (60/70%) con parti di syrah e merlot a seconda delle annate, insieme agli altrettanto fior di vino luminosi rubino Palistorti, tutti a Denominazione di Origine Controllata Colline Lucchesi. E la vista della piana, accesa di luci a ridisegnare Lucca dall’alto dei giardini della tenuta a sua volta immersa in una frescheggiante rigogliosa natura a basamento degli appennini, è qualcosa di suggestivo, e rigenerante. Qui predomina il verde fitto dei boschi, degli ordinati oliveti e dei lineari vigneti intervallato dai piccoli borghi arroccati come Valgiano dove il tempo d’un tratto sembra rallentare. L’ambiente è un tutt’uno con chi vi risiede, la terra è valorizzata e rispettata, grande è l’attenzione data alle coltivazioni e buoni i suoi frutti più vari. L’azienda guidata dal tosto-ndr enologo Saverio Petrilli è a conduzione biodinamica e fa parte de La Renaissance des Appelations. In vigna sono allevati sangiovese e trebbiano con altre varietà internazionali su 15 ettari specializzati di proprietà. Nota: la produzione annua varia da 40 / 50.000 bottiglie.

Ho avuto il piacere di assaggiare: Leggi il resto di questa voce

Fleur de Clinet 2013

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Fleur de Clinet 2013 (Groupe Clinet Négotiant à Chateau Clinet, Pomerol)

Un second vin (anche se il prezzo potrebbe essere da primo vino per qualcuno) che fissa bene l’idea di Merlot.

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Scatti di territori | Colline Lucchesi, Tenuta Lenzini

Lenzini vista cantina

Tra i filari di Vermentino, sullo sfondo la cantina di Tenuta Lenzini

merlot lenzini sud

i vigneti di Merlot

merlot

Merlot in fioritura

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