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Scatti di territori | Castel del Piano

“Abbiamo scoperto questo angolo di Lunigiana, nella Valle del Torrente Taverone, seguendo un sogno e ci siamo dedicati con energia e passione al recupero dei vigneti e dei vigneti rari di questo territorio. La coltivazione è biologica, seguendo un percorso, anche personale, di ritorno all’essenzialità. In armonia con la natura e seguendo i ritmi, cerchiamo di ottenere uve che, con fermentazioni spontanee e vinificazioni naturali, portino a vini espressivi e territoriali.”

All’arrivo l’antico splendore del fortilizio recuperato dall’azienda agricola Castel del Piano

Andrea e Sabina non potevano trovare sintesi più autentica per riportare il loro sogno in parole. Un sogno che si è avverato con tanta caparbietà e altrettanti sacrifici, che oggi, possiamo dire, gli restituiscono un poco di più di serenità e un poco di meno di fatica. Un percorso, un credo e una costanza che li ha visti arrivare al podio alle Giornate Altoatesine del Pinot Nero: premiato quest’anno anche il loro Melampo toscana igt pinot nero del millesimo 2014, in un evento che vede confrontarsi sempre più eccellenze nazionali e internazionali. (E credo sia la prima volta che accada per un pinot toscano!) Un pinot in stile Egna, e già qui mi potrei fermare. Vivo e trasparente, floreale e speziato fragrante, e poi gustoso, vellutato… calibrato e slanciato, dal varietale esplosivo già tanto elegante così com’è ora. Per la prima volta fermentato in barrique aperta. Ed è stato un vero coup de coeur anche per me tant’è buono! …e non mi è bastato riversarmene ancora nel bicchiere e svuotare la bottiglia alla fine (sigh). E a conferma della bontà degli altri vini di Castel del Piano assaggiati, come mi è capitato in altre occasioni, posso ri-affermare che franchezza e piacevolezza di beva sono componenti di grande espressione che a pieno gli appartengono, autoctoni e non. E penso a l’ottimo Pepe Nero da uve vermentino nero, o all’uvaggio durella chardonnay pinot grigio del gentile Pian Piano, passando per la Durlindana da uve pòllera nera vinificate in bianco. Di un bel bere genuino che rimandano alla tavola, cucina locale ed allargata, senza esitazioni. Fatti con mano salda e misurata sempre di più negli anni dal suo bravo artefice, Andrea Ghigliazza. E il ricordo mi è stato a lungo di compagnia anche questa volta, nel ritornare a casa dalla visita di questa ammirevole piccola azienda situata in una piana, in una piccola enclave, in un paesaggio di bellezza riconciliante.

Qui sotto alcuni scatti e altre mie brevi impressioni.

in vigna con il suo artefice, Andrea Ghigliazza (e Pepe)

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Monfort Brut Trento DOC

Un’altra felice bottiglia scovata e assaggiata da Andrea Giordano, successivamente acquistata alla piccola enoteca pisana La Dolce Vite, per merito della sua meticolosità nel cercare e comunicare vini di qualità e che più gli piacciono al palato, sostenuta dagli studi in enologia e dai precedenti trascorsi in una nota azienda vitivinicola della provincia, oltre alla pura passione con la quale la gestisce.

E’ una piacevole bolla trentina metodo classico da uve Chardonnay  Leggi il resto di questa voce

Chablis 1er Cru Montmains “Les Butteaux” 2010, George

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A pranzo. Domenica. Sopravvissuto a una botta influenzale come non ne beccavo da tempo (!), mi decido a rimettere in moto i sensi, e, facendo tutto mio il motto: “la vita è troppo breve per bere vini cattivi”, mi dirigo a tirar fuori dalla cantinetta una bottiglia acquistata durante una di quelle visite indimenticabili in quella terra incantatrice ch’è la Borgogna, e senza esitazioni stappo. 2010, Chardonnay della piccola azienda familiare proprietaire recoltant vigneron independant, Domaine George E.A.R.L. , con i vigneti sparsi nel piccolo comune di Courgis: è il loro Chablis Premier Cru Montmains “Les Butteaux”. Leggi il resto di questa voce

Come a casa | Casa Belfi

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Solo una breve ma dovuta menzione, per quel che conta il mio dire, dopo lo speciale assaggio dei vini di Casa Belfi in occasione della ultima edizione di Terre di Vite, il Prosecco e il Raboso rifermentati naturali in bottiglia, alla maniera di una volta, ma anche del fermo rosso (qui tutti gli approfondimenti sulla gamma), per l’indescrivibile piacevolezza che m’hanno trasmesso… vini pieni di brio, aperti e succosi, saporiti… senza asperità ma con quella loro elegante leggerezza – mi sono arrivati dritti al cuore. Leggi il resto di questa voce

Pojer e Sandri Essenzia 2011

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Essenzia Dolomiti Bianco IGT vendemmia 2011, ottenuto da raccolta tardiva di uve Riesling, Kerner, Traminer, Sauvignon, Chardonnay (a/v 9,5%, btg da 0,375 cc).

Mi sorprendo ancora a bere di gusto – tanto – in maniera completamente random e senza preconcetti vari: prima come aperitivo, appena tolto dal frigocantina, poi a tavola durante e dopo mangiato, un vino che si dà per scontato sia maggiormente apprezzabile a fine pasto, da abbinarsi con i dolci più o meno secchi o con delle selezioni di formaggi più o meno ricercati o se no con i pate’ da buon raffinato gourmand. E invece no! Leggi il resto di questa voce

Weingut Pfitscher

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In Alto Adige le emozioni sono grandi come le montagne. Pfitscher mi ha lasciato il segno con i suoi vini genuini ed eleganti.

Freschezza e carattere… Leggi il resto di questa voce

Terre del Sillabo Chardonnay 2010

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In etichetta: Costa Toscana IGT Chardonnay 2010 Terre del Sillabo (ed un bel galletto stilizzato). Non è stato facile reperire questa bottiglia, senza pretesa dell’annata, ma ce l’ho fatta. Volevo farlo assaggiare ad un caro amico in particolar modo, prossimo ad impiantare proprio barbatelle di chardonnay qui da noi nell’areale pisano.

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Stemberger Robinia Chardonnay 2005

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Un’altra piacevole occasione per coccolarsi a tavola con gli amici a casa di Alessandro. Degustatori per caso in bianco… Ma che bianco! Leggi il resto di questa voce

“Live Wine 2015” (un po’ di…)

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Degustatori per Caso in trasferta a Milano. Live Wine 2015 è stato molto interessante, bello per lo spirito con cui è stato organizzato. Vini Naturali di produttori che hanno fatto una scelta ben precisa, un percorso più tortuoso, per una produzione fatta quanto più possibile nel rispetto della natura e delle  tecniche di coltivazione che hanno radici lontane nel passato. Leggi il resto di questa voce

Metodo Classico Almerita Brut 2011

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La giusta cremosità_finezza al palato e la verve sapida_acida a dar gusto e a rinfrescare la bocca così come ci si aspetta da un buon metodo classico millesimato: in questa occasione lo Chardonnay 2011 siciliano in etichetta Almerita, della storica casa vitivinicola Conti Tasca d’Almerita, Leggi il resto di questa voce

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