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Terre del Ving, Nomade e Eretico (2015)

Il richiamo della terra è stato forte per Stefano Gonnelli, vignaiolo-ingegnere con la passione che non lo fa stare fermo mai. Dopo i vini di Podere Borgaruccio ho avuto il piacere di assaggiare i primi frutti della sua nuova realtà, Terre del Ving, Nomade e Eretico – le etichette dicono già molto del suo operare-pensiero – ottenuti da 5 ettari ca. in affitto nella DOC Montescudaio. I terreni sono in via di riconversione all’agricoltura biodinamica, metà del raccolto ad oggi va a ricavo diretto. Le viti allevate, riportate a Guyot, sono di Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese. Le rese bassissime, dovuto anche dalle piante. Idem per le bottiglie prodotte.

La pulizia di questi nettari è sorprendente Leggi il resto di questa voce

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Giardini Ripadiversilia, Vis Vitae 2013

Giardini Ripadiversilia Vis Vitae Costa Toscana Rosso IGP 2013. Taglio bordolese che già mi aveva ben sorpreso (qui) e che a tavola si è confermato dalla beva di tutto rispetto (specie in abbinamento con un filetto di maiale di cinta senese cotto a puntino: croccante fuori e tenero dentro, con riduzione di vino Chianti accompagnato da erbi saltati in padella), dimostrandosi un vino dal bel sorso elegante, di buona rotondità, freschezza e soprattutto amalgama, con la componente tannica ben svolta e assorbita quella dei legni nobili piccoli; e non ultimo dal frutto carnoso (prugna, ciliegia scura…) saporito ma mai sovrastante.

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Come a casa | Casa Belfi

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Solo una breve ma dovuta menzione, per quel che conta il mio dire, dopo lo speciale assaggio dei vini di Casa Belfi in occasione della ultima edizione di Terre di Vite, il Prosecco e il Raboso rifermentati naturali in bottiglia, alla maniera di una volta, ma anche del fermo rosso (qui tutti gli approfondimenti sulla gamma), per l’indescrivibile piacevolezza che m’hanno trasmesso… vini pieni di brio, aperti e succosi, saporiti… senza asperità ma con quella loro elegante leggerezza – mi sono arrivati dritti al cuore. Leggi il resto di questa voce

Scatti di territori | Giardini Ripadiversilia

“Dopo più di quindici anni caratterizzati da piccole produzioni di circa 2000 bottiglie ottenute da due soli vini, un bianco ed un rosso, senza nomi né etichette (facilmente comprensibile che la produzione era ad uso esclusivo della famiglia e degli amici più stretti), nel 2002, se pur in presenza di una annata bagnata con forti criticità, ebbe inizio un processo di cambiamento radicale con la scelta di fare vino anche per gli altri.
Nacque l’attuale Azienda vinicola Giardini Ripadiversilia.”

In visita da Lorenzo e Paolo Svetlich, impressioni e scatti rubati:

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Il vermentino a Ripa di Seravezza
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Ha inizio la salita sul Monte di Ripa
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E infine tappa fra i filari di cabernet sauvignon

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Podere La Pace Maremma Toscana 2013

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Podere La Pace Maremma Toscana DOC rosso Black Label 2013 è la selezione di cabernet franc, cabernet  sauvignon, merlot, petit verdot. Leggi il resto di questa voce

Fattoria San Vito

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Settembre/2016. Sono carichi di grappoli i filari di sangiovese e delle altre varietà nobili della piccola vigna di famiglia che Matteo Piccioli mi porta a vedere.

Fattoria San Vito è nella Val Graziosa di Calci (nomen omen) in quella piccola enclave a due passi dalla storica Certosa.

Il richiamo della terra è stato forte anche per Matteo, supportato dalla sorella e da una bella famiglia laboriosa. E il paesaggio qui è uno scorcio da cartolina che incanta per tanta naturale bellezza. E il microclima è ottimo anche per la vite, le particelle coltivate ben protette a nord-est dal ventaglio del Monte Pisano a quote su i 50 m slm ben esposte al sole, i terreni fertili, equilibrati, mix di argilla, limo e calcare. Anche se qui la tradizione vuole l’olio extra vergine di oliva il primo prodotto d’eccellenza (cultivar leccino, moraiolo e frantoiano).

Un passaggio ancora in vigna per fare l’ultima selezione dei grappoli. E tutto è pronto per la vendemmia, la quarta da quando Matteo ha preso in mano la conduzione dell’azienda. Orientandosi su la genuinità del prodotto finito cominciando dalla conversione al biologico, trattamenti oculati sulle piante, fermentazioni senza aggiunta di lieviti selezionati, illimpidimenti senza filtrazioni, vinificazioni in acciaio, riposo e affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.

Nel sottotetto all’aperto della piccola ma organizzata cantina ho assaggiato le tre etichette prodotte dell’ultima vendemmia, la 2015, da piante di diverse età, tutte a IGT: Leggi il resto di questa voce

Fattoria Ambra, Carmignano DOCG Riserva Elzana 2011

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Carmignano DOCG Riserva Elzana 2011. “Cru: Elzana 180 m s.l.m. Terreno: Galestro e Argilla. Affinamento: 24 mesi di cui i primi 12 in tonneaux da 3,5 e 5 Hl e gli altri 12 mesi botte di rovere. Vitigni: Sangiovese 90%, Uva Francesca (Cabernet) 10%.” Leggi il resto di questa voce

Scatti di territori | Colline Lucchesi, Tenuta Lenzini

Lenzini vista cantina

Tra i filari di Vermentino, sullo sfondo la cantina di Tenuta Lenzini

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i vigneti di Merlot

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Merlot in fioritura

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Tenuta Lenzini, Cabernet Merlot Syrah e Alicante Bouschet

Lenzini a tavola

A Tenuta Lenzini la terra è viva e i vini lo sono più che mai – non mi meraviglio.

Fresco di assaggio in più manifestazioni vinose del Vermignon 2015 – vero coup de coeur per me – un vino d’equilibrio e struttura, dal carattere spiccato per la buona annata e la gustosa ed invitante piacevolezza di beva, un bianco davvero ben riuscito…purtroppo poche le bottiglie prodotte del millesimo assaggiato, sono tornato a trovare il suo artefice, il vignaiolo Michele Guarino in quel di Gragnano, in quella splendida conca curata come un giardino per la parte a sud dove si accede che è l’azienda a conduzione biodinamica Tenuta Lenzini.

Prima degli acquisti quattro chiacchiere in vigna e poi l’assaggio dei vini:

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I Mandorli, il Sangiovese e il Cabernet (2013)

I Mandorli btg.

A tavola la contro verifica – se mai ce ne fosse bisogno in questi casi – non fà che confermare la bontà dei vini de l’azienda I Mandorli di Suvereto assaggiati durante la mia recente visita (qui) con il suo creatore, per la parte tecnico-agraria, Andrea “Mero” Bargiacchi, un vero numero uno, per me.

Vigna alla Sughera, esposta a nord per il Sangiovese, e Vigna al Mare, sui pendii a sud per il Cabernet Sauvignon e Franc in un rapporto di circa 85 a 15 in percentuale, piante coltivate a Guyot, hanno danno vita ai vini monovarietali a igt su cui ha puntato l’azienda dal 2004. Oggi vengono allevate anche vigne di vermentino e prodotto un ulteriore rosso da taglio ‘entry level’.

Da vendemmia 2013 le bottiglie assaggiate: un’annata di grazia per la qualità delle uve ottenute, in special modo per il Cabernet, che hanno raggiunto una maturità a tutto tondo. La produzione è ancora piccola per questa giovane azienda dalle caratteristiche solide ed eroiche al tempo stesso nell’ordine di qualche migliaia di bottiglie all’anno, e in cantina ne restano a mala pena per una modesta memoria storica.

C’è poco da girarci intorno con le parole, anzi, Leggi il resto di questa voce

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