Grance Senesi DOC

Zona di produzione e storia

La zona di produzione delle uve dei vini a denominazione di origine controllata «Grance Senesi» comprende, in provincia di Siena, il territorio amministrativo dei seguenti Comuni:
Rapolano Terme, Murlo, Asciano, Monteroni D’Arbia; Comune di Sovicille solo in parte.

L’istituzione delle Grance, fattorie fortificate poste a capo di vaste tenute agrarie, ebbe origine nel secolo XIII per opera dello Spedale di Santa Maria della Scala di Siena, situato nel cuore della città, con lo scopo di facilitare la gestione e lo sfruttamento dei suoi cospicui possedimenti terrieri. Esse coprivano infatti un’area molto vasta del senese, abbracciando la Val d’Arbia, la Val d’Orcia ed un’ampia parte della Maremma.
Il nome “Grance” comparve a Siena per la prima volta nel 1318 in occasione della redazione del primo statuto dello Spedale Santa Maria della Scala. Le Grance divennero vere e proprie fattorie aventi la facoltà di controllare ed amministrare le proprietà dell’ospedale, concedendole in affitto, esigendo canoni, organizzando il trasporto dei prodotti a Siena ed alle altre Grance.
La gran parte dei terreni di proprietà dello Spedale era coltivata a seminativo e la seconda produzione per importanza era rappresentata dal vigneto. A partire dal 1400, in particolare, la coltivazione della vite assunse sempre maggiore importanza e la produzione di vino destinato al consumo interno dell’ospedale e dal mercato locale divenne sempre più abbondante.
La grancia di Serre di Rapolano, comune situato nel cuore della denominazione, divenne la prima produttrice di vino. Dai volumi delle Entrate e Uscite del Santa Maria della Scala, conservati presso l’archivio di Stato, risulta chiaramente che il vino “vermiglio” proveniente dal territorio delle grance era uno dei prodotti alimentari più importanti e consumati all’interno dell’ospedale. Le fonti parlano prevalentemente di vini “vermiglio” “giovani e vecchi”, utilizzati anche come medicinali, ma parimenti viene citato il vino bianco a base di Trebbiano, utilizzato per impastare “pillole” curative.
Nel corso del ‘400 la coltivazione della vigna assunse sempre maggiore importanza, fatto testimoniato da continui riferimenti nei documenti notarili dell’epoca. La viticoltura si diffuse ampiamente fino al XVII secolo, attivamente promossa dall’ospedale senese, ma anche favorita dalla regressione della cerealicoltura. Si assistette inoltre ad un significativo miglioramento delle tecniche produttive, grazie anche ad una crescente attenzione da parte dei produttori nei confronti delle tecniche viticole ed enologiche.
Fino alla metà del XIX secolo si assistette ad un continuo aumento delle varietà coltivate, che subì tuttavia una battuta d’arresto con l’arrivo di tre gravi forme parassitarie provenienti dall’America: oidio, peronospora ma soprattutto fillossera, fronteggiata con il ricorso a portainnesti americani.
La viticoltura del territorio delle Grance nel corso del XX secolo ha subito diversi mutamenti pur continuando a rappresentare una delle più importanti attività agricole della zona. Il Sangiovese è sicuramente il vitigno più coltivato, assieme a varietà tradizionalmente legate al territorio come il Canaiolo, il Trebbiano e la Malvasia Bianca Lunga. Negli anni essi sono stati affiancati da vitigni internazionali, come il Merlot e il Cabernet.
Le forme di allevamento, i sesti d’impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti, sono quelli che tradizionalmente si sono rivelati essere i più idonei alla coltivazione di tali vitigni in un territorio fortemente caratterizzato come quello delle Grance Senesi, e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti, sia per agevolare l’esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione della chioma.
Le pratiche relative all’elaborazione dei vini sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la vinificazione in rosso e in bianco di vini di qualità.

Vitigni – Grado alcolometrico minimo – Invecchiamento e qualifiche

Base ampelografica
I vini a denominazione di origine controllata « Grance Senesi » devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
– “Grance Senesi “ Rosso – “ Grance Senesi “ Rosso riserva:
Sangiovese : minimo 60%
Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino ad un massimo del 40%, le uve a bacca rossa provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana.
Grance Senesi  Bianco:
Trebbiano, Malvasia Bianca Lunga da soli o congiuntamente minimo: 60%
Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino ad un massimo del 40%, le uve a bacca bianca provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
Grance Senesi Passito:
Trebbiano, Malvasia Bianca Lunga da soli o congiuntamente minimo: 60% .
Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino ad un massimo del 40%, le uve a bacca bianca provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
Grance Senesi  Vendemmia Tardiva:
Trebbiano, Malvasia Bianca Lunga da soli o congiuntamente minimo: 60%
Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino ad un massimo del 40%, le uve a bacca bianca provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
La denominazione di origine controllata Grance Senesi, seguita dalle seguenti specificazioni:
“Canaiolo “, “Sangiovese “, “Merlot “, “Cabernet” Sauvignon, “ Malvasia Bianca Lunga “, è riservata a vini ottenuti da uve provenienti da questi singoli vitigni per almeno l’85%. Possono concorrere alla produzione di detti vini le uve dei vitigni a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione nella regione Toscana fino ad un massimo del 15%.

I vini a denominazione di origine controllata «Grance Senesi» all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

-Grance Senesi Rosso:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

-Grance Senesi Rosso Riserva:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 13,50%;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

-Grance Senesi Bianco:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
Acidità totale minima: 5,0 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.

-Grance Senesi Passito:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 17,00% vol., di cui svolto massimo 11,00% vol.;
Acidità totale minima: 4,0 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

-Grance Senesi Vendemmia Tardiva:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol., di cui svolto massimo 11,00% vol.;
Acidità totale minima: 4,0 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.

-Grance Senesi Canaiolo:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

-Grance Senesi Sangiovese:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.

-Grance Senesi Merlot:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.

-Grance Senesi Cabernet Sauvignon:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.

-Grance Senesi Malvasia Bianca Lunga:
Titolo Alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
Acidità totale minima: 5,0 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.

È facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare i limiti minimi dell’acidità totale e dell’estratto non riduttore con proprio decreto.

Caratteristiche organolettiche

I vini a denominazione di origine controllata «Grance Senesi» all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:

-Grance Senesi Rosso:
Colore: Rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento;
Odore: vinoso, gradevole con sentori di frutta;
Sapore: asciutto, armonico, dotato di spiccata complessità.

-Grance Senesi Rosso Riserva:
Colore: Rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento;
Odore: complesso, gradevole con sentori di frutta, talvolta con possibili sentori di legno e spezie;
Sapore: asciutto, armonico, giustamente tannico con buona persistenza.

-Grance Senesi Bianco:
Colore: Giallo paglierino;
Odore: Delicato, fruttato;
Sapore: Secco, vivace, fresco, con buona acidità.

-Grance Senesi Passito:
Colore: Giallo oro;
Odore: Armonioso con sentori di miele e frutta secca;
Sapore: Morbido, caldo con elegante dolcezza.

-Grance Senesi Vendemmia Tardiva:
Colore: Giallo oro;
Odore: Delicato, persistente;
Sapore: Morbido, caldo con elegante dolcezza.

-Grance Senesi Canaiolo:
Colore: Rosso rubino intenso;
Odore: Caratteristico, persistente, fruttato;
Sapore: Secco, armonico, dotato di buona rotondità.

-Grance Senesi Sangiovese:
Colore: Rosso rubino;
Odore: Vinoso, caratteristico con eventuali note di sottobosco;
Sapore: Asciutto, caratteristico, elegante.

-Grance Senesi Merlot:
Colore: Rosso rubino intenso;
Odore: Caratteristico, intenso;
Sapore: Secco, morbido, vellutato con sentori di frutta matura.

-Grance Senesi Cabernet Sauvignon:
Colore: Rosso violaceo intenso;
Odore: Asciutto, speziato, complesso, corposo, giustamente tannico;
Sapore: Secco, caratteristico, intenso.

-Grance Senesi Malvasia Bianca Lunga:
Colore: Giallo paglierino;
Odore: vinoso, talvolta aromatico;
Sapore: asciutto, pieno e minerale.

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