In vigna da Giuseppe, Gimonda

Domenica 20 agosto. A metà mattina il sole è già alto che scalda. Faccio una visita all’amico Giuseppe Mongelli di (La) Gimonda in quel di Terricciola, l’appuntamento è alla piccola vecchia cantina (presto ce ne sarà una nuova). Insieme andiamo a fare un giro nelle vigne di proprietà, lo accompagno volentieri nella sua perlustrazione. E ancor più interessato lo osservo nella verifica del grado zuccherino (del succo degli acini) con il rifrattometro (strumento ottico per calcolarne il contenuto potenziale di alcol nel vino che sarà).

Amabilmente si chiacchiera come due persone che non si vedono da un po’ di tempo, ma da subito si palesano le preoccupazioni per gli eventi climatici che hanno preso il sopravvento (leggere “Riscaldamento globale e vendemmia anticipata: presente e futuro della viticultura italiana” di Matteo Sartini su Lavinium): l’annata è di quelle orribili (che non si ricordano nella vita corrente, almeno qui da noi, ndr), non un filo di pioggia dal mese di maggio ad oggi, previsioni meteo fisse; per non dimenticare l’amara sorpresa della gelata ad aprile che ha toccato un po’ tutti (Valdera compreso, ndr), e anche qui ne hanno risentito le giovani piante e i nuovi tralci a Guyot bloccati nello sviluppo; al contrario invece delle piante specie le più adulte-vecchie che hanno saputo reagire bene e riprendere il ciclo vegetativo-produttivo. Insomma, un vero annus horribilis questo 2017, e non solo per il vino.

I grappoli, gli acini d’uve bianche e nere trebbiano, malvasia, colombana e sangiovese, colorino, vistosamente nelle più svariate fasi di maturazione: alcuni belli e pronti da vendemmiare opposti ad altri verdi o in fase di invaiatura (come sarebbe più nella norma, ndr), gli altri appassiti se non proprio cotti dal sole. La siccità è stata la causa principale (si aggiungano poi le immancabili scorribande di ungulati che arrivano sempre nel momento giusto) ma la vendemmia verrà fatta, anche se con molte perplessità, con una ulteriore maggiore attenzione alla scelta dei grappoli e alle mille ardue decisioni che dovranno essere prese una volta che quello che sarà il raccolto arriverà in cantina. Sempre con la determinazione di ottenere il meglio che la pianta e il territorio possano dare. Da una minore quantità rispetto alle già basse produzioni per ettaro perseguite. Con la stessa qualità nel far bene e tra-guardare nella direzione del buon Vino. Vino con la maiuscola. Vino con l’anima. Da buon piemontese quale Giuseppe è.

Di seguito alcuni scatti nelle vigne:

Colombana

grappoli sani (meno quelli mangiati dai cinghiali, i raspi in basso sulla destra)

Buscheto 2013
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Informazioni su alessandro zingoni

Appassionato del nettare di Bacco e della buona tavola; sommelier AIS; barman FIB; il servizio è la mia "mission".

Pubblicato il 21 agosto 2017, in Varie con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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