I vini delle… donne del vino: I Fabbri

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Dopo una serie di incontri alle manifestazioni vinose, decido di andare a Lamole ad incontrare Susanna Grassi e ad assaggiare con calma i suoi vini. Salgo a Casole, un gruppetto di case, poco prima di Lamole, in un capriccioso sabato di settembre fra pochi sprazzi di sole e improvvisi scrosci d’acqua che impediscono di godere a pieno della vista a perdifiato che si ha dopo aver percorso un po’ dei tornanti che salgono dalla Chiantigiana.

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Nella casa di campagna di famiglia, Susanna trascorreva le estati e le domeniche di bambina, appassionandosi già allora alle vigne e agli aggeggi di cantina (il vino allora prodotto era venduto sfuso o conferito alla cantina cooperativa del Grevepesa) e accarezzando l’idea un giorno di diventare produttrice di vino. Il trasferimento all’estero a seguito del padre, la laurea e le esperienze lavorative in altri campi, portano Susanna lontano da Lamole fino al 2000. L’anno in cui si trova di fronte alla scelta di vendere tutta la proprietà (case, vigneti, olivi e bosco) oppure riprenderla in mano per seguirla personalmente e tirare fuori dal cassetto il sogno di bambina. Detto fatto.

Coadiuvata dalla sorella e da un gruppetto di persone di fiducia in campagna e in cantina, Susanna ridà vita alla proprietà, denominata I Fabbri per la storica attività della famiglia. Vini irruenti ed eleganti al tempo stesso, lavorati in maniera tradizionale, in legno grande perché, come ricorda Susanna “il sangiovese ha bisogno di tempo per esprimersi al meglio”. In particolare il sangiovese di Lamole, austero per natura, ma di una finezza senza pari se gli si dà il giusto tempo di maturazione.

Accanto al grande focolare di casa Grassi (che ho avuto anche la fortuna di vedere acceso in piena attività culinaria) ecco i vini che ci hanno fatto compagnia:

Bianco di Olinto 2015: Trebbiano e Malvasia vendemmiati tardivamente, 4 giorni di macerazione a contatto con le bucce e il risultato è un vino dorato intenso che abbaglia per luminosità e delizia con i profumi di frutta gialla matura, albicocca disidratata, miele di tiglio. Un impatto importante e imponente che in bocca si ricompone grazie alla spinta acida del Trebbiano che lo rende snello e beverino, smorzandone la nota alcolica.

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Terre di Lamole Chianti Classico 2012 (Sangiovese grosso di Lamole e Canaiolo): l’eleganza floreale dei vini di Lamole, il gusto ciliegioso e croccante del Sangiovese di alta collina. L’incedere snello e profondo, il tannino apparentemente mordace, ma capace di tornare al suo posto se trova pane, pardon companatico, per i suoi denti. La bottiglia che si svuota in due a tavola.

Terre di Lamole Chianti Classico 2013 (Sangiovese grosso di Lamole e Canaiolo): il colore è un rubino più intenso dell’annata 2012. Frutti rossi, più scuri e maturi, marcano anche il naso subito dopo la stappatura. Poi piano piano i profumi cominciano ad uscire: la viola, un intrigante e davvero sorprendente mazzetto di erbe aromatiche mediterranee, la mineralità della grafite. E sebbene sia ancora un bimbetto scalpitante, senti che in bocca la stoffa c’è: acidità e tannino spingono su una base di solida struttura e, inequivocabile, maschia eleganza.

I Fabbri  Chianti Classico Riserva 2012 (Sangiovese grosso di Lamole e Canaiolo): la quadratura del cerchio. In primis ti cattura per il profumo affascinante che non ti farebbe mai staccare il naso dal bicchiere: la grazia della viola, la dolcezza della frutta rossa matura, la balsamicità del pino, la territorialità delle note ferrose e carnose. E in bocca non è da meno: la giusta dose di acidità, tannini felpati, un sorso delicato che in bocca si amplia e cresce. Un vino che rapisce e colpisce.

E con un’amica produttrice friulana, Susanna ha creato un altro vino, chiamato non a caso, Due Donne: un blend di Sangiovese grosso di Lamole e Schioppettino. Un nettare rubino, dove i sentori fruttati di ciliegia si mescolano ad intriganti sfumature di pepe nero creando un abbraccio di profumi e sapori davvero molto particolare.

Il vino del cuore di Susanna? Non c’è n’è uno in particolare perché, come ammette lei stessa, “ cerco di ottenere il meglio per ogni vigna e vitigno…anche se forse quello in cui più mi ritrovo è il Lamole per la sua immediatezza e spontaneità”.

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 Susanna Grassi – Az. Agricola I Fabbri

www.agricolaifabbri.it

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Pubblicato il 28 settembre 2016, in Aziende con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. alessandro zingoni

    E’ sempre un piacere leggerti Barbara. Evviva Lamole! Evviva I Fabbri! Evviva le donne del vino!

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  2. Barbara Bonaccini

    Più che un piacere leggermi è un piacere bere vini così piacevoli…pardon per il bisticcio di parole. Trovo che i vini di Lamole, e quelli di Susanna in particolare, abbiano una bevibilità speciale e la naturale irruenza del Sangiovese sia temperata da una mano femminile che riesce a dargli più delicatezza. Per questo sto pensando di dedicare alcuni post ai vini delle donne 🙂

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  1. Pingback: Scatti di territori | Casole, Lamole | Degustatori Per Caso

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