Fattoria San Vito

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Settembre/2016. Sono carichi di grappoli i filari di sangiovese e delle altre varietà nobili della piccola vigna di famiglia che Matteo Piccioli mi porta a vedere.

Fattoria San Vito è nella Val Graziosa di Calci (nomen omen) in quella piccola enclave a due passi dalla storica Certosa.

Il richiamo della terra è stato forte anche per Matteo, supportato dalla sorella e da una bella famiglia laboriosa. E il paesaggio qui è uno scorcio da cartolina che incanta per tanta naturale bellezza. E il microclima è ottimo anche per la vite, le particelle coltivate ben protette a nord-est dal ventaglio del Monte Pisano a quote su i 50 m slm ben esposte al sole, i terreni fertili, equilibrati, mix di argilla, limo e calcare. Anche se qui la tradizione vuole l’olio extra vergine di oliva il primo prodotto d’eccellenza (cultivar leccino, moraiolo e frantoiano).

Un passaggio ancora in vigna per fare l’ultima selezione dei grappoli. E tutto è pronto per la vendemmia, la quarta da quando Matteo ha preso in mano la conduzione dell’azienda. Orientandosi su la genuinità del prodotto finito cominciando dalla conversione al biologico, trattamenti oculati sulle piante, fermentazioni senza aggiunta di lieviti selezionati, illimpidimenti senza filtrazioni, vinificazioni in acciaio, riposo e affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.

Nel sottotetto all’aperto della piccola ma organizzata cantina ho assaggiato le tre etichette prodotte dell’ultima vendemmia, la 2015, da piante di diverse età, tutte a IGT: il bianco Nicosia da uve trebbiano, vermentino e malvasia (11,5% alc./vol. in etichetta), tre giorni a contatto con le bucce e sosta sulle fecce fini, e Cartusia sangiovese (14%), entrambi dinamici e riconoscibili, invoglianti al naso di profumi fragranti fruttati, e schietti in bocca, dal buon sapore e freschezza acida nonché tannica, sorprendentemente equilibrati. Vini da tutto pasto, dalla beva che va giù ch’è un piacere – very drinkable – direbbero gli anglosassoni.

Santo Pietro 2015 cabernet sauvignon e merlot (14%) imbottigliato per la prima volta, davvero di notevole riuscita: bello ampio nei profumi se pur nettare in fasce come un bambino, e bello consistente in bocca fin dal bicchiere, rustico ancora ma di carattere, fruttato e largo e fresco al palato, scalpitante anche il tannino buono come il corpo e il calore che emana che prefigurano una buona evoluzione nel tempo.

Piccola produzione ottenuta da un ettaro e mezzo attuale, è previsto un raddoppiamento della superficie vitata con solo autoctoni. 2.500 circa le bottiglie prodotte. Ma azienda che crescerà, ne sono certo avendo conosciuto Matteo di persona. E noi di Dpc non possiamo che essere orgogliosi di conoscere realtà nel nostro territorio come Fattoria San Vito dove si incontrano persone che han tanta voglia di far bene. Prosit! Prosit davvero!

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fattoriasanvito.it

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Informazioni su alessandro zingoni

Appassionato del nettare di Bacco e della buona tavola; sommelier AIS; barman FIB; il servizio è la mia "mission".

Pubblicato il 26 settembre 2016, in Aziende, Degustazioni, territori con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. alessandro zingoni

    Qui su vinix altre immagini della fattoria https://www.vinix.com/myPhoto_detailPhoto.php?ID=51812/#nav_post

    Mi piace

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