Incontro ravvicinato con il mito: Krug

Krug copertina

In carrozza diretta al ballo del principe, Cenerentola doveva più o meno sentirsi come me qualche minuto prima di cominciare la degustazione di ben 5 Krug organizzata dagli amici di To Wine. Krug, nonostante la mancata eleganza del suo nome così poco francese, rappresenta la quintessenza della nobiltà delle maison della Champagne.
Bottiglie costose e preziose, dal lungo collo di cigno, avvolte nella loro smagliante carta dorata, adagiate in cassette di legno come tesori nello scrigno: quei vini che sogni un giorno di bere per toccare, anche solo una volta e per un attimo, l’olimpo degli dei della Montagna di Reims, ma da cui temi anche di restare deluso perché te li immagini tanto evoluti, sfarzosi, con le sensazioni portate all’estremo. Quasi troppo per dei comuni mortali che adorano lo Champagne ma che hanno ancora tanta strada da fare nella scoperta di questo magico mondo.

Krug: l'attesa

Certo i Millesimati assaggiati, il 1996 e il 1988, nella loro veste dotatissima, non si sono tirati indietro a fare sfoggio di ricchezza olfattiva, accumulata in 20 e più anni di riposo sui lieviti. Per i profumi, dei grandi sul viale del tramonto, intrisi di quel fascino che porta in sé l’età matura in chi, da giovane,  doveva essere davvero niente male; in bocca un perlage guizzante a dare scatto e un tocco di modernità ad un vino dai tratti aristocratici ed eleganti.

Krug 1988

Assolutamente più divertente e illuminante per entrare nello stile Krug la triade delle Grandes Cuvées, assemblate con poco più di 120 vini diversi provenienti da 10, talora 12 annate diverse.

Krug: i magnifci tre

Un mare magnum di piccoli infinitesimali pezzi a comporre 3 puzzles in linea con lo stile della Maison: roba da enopazzi scatenati solo a pensarci! Eppure eppure quei tre vini, nella loro evidente diversità olfattiva e gustativa, hanno conquistato tutti solleticando il sorso con guizzanti pennellate di freschezza e mineralità, Champagnes generosi e ricchi, ma senza opulenza e ostentato sfarzo: principi moderni, dai tratti aristocratici, ma capaci di interpretare il gusto contemporaneo. Champagnes che, se non fosse per il prezzo, si lascerebbero bere volentieri non solo nelle occasioni speciali.

E sotto i 5 magnifici  Krug:

Champagne Grande Cuvée: composto da 134 vini di 12 annate dal 1990 al 2005 con il seguente assemblaggio 44% Pinot Noir, 37% Chardonnay, 19% Pinot Meunier.

Champagne Grande Cuvée: composto da 121 vini di 10 annate dal 1990 al 2004 con il seguente assemblaggio 44% Pinot Noir, 33% Chardonnay, 23% Pinot Meunier.

Champagne Grande Cuvée: composto da 120 vini di 10 annate dal 1988 al 2003 con il seguente assemblaggio 51% Pinot Noir, 30% Chardonnay, 19 Pinot Meunier.

Champagne Vintage 1996: 48% Pinot Noir, 31% Chardonnay, 21% Pinot Meunier.

Champagne Vintage 1988: 50% Pinot Noir, 32% Chardonnay, 18% Pinot Meunier.

Krug: il quintetto

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Pubblicato il 1 agosto 2016, in Degustazioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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