I Mandorli, il Sangiovese e il Cabernet (2013)

I Mandorli btg.

A tavola la contro verifica – se mai ce ne fosse bisogno in questi casi – non fà che confermare la bontà dei vini de l’azienda I Mandorli di Suvereto assaggiati durante la mia recente visita (qui) con il suo creatore, per la parte tecnico-agraria, Andrea “Mero” Bargiacchi, un vero numero uno, per me.

Vigna alla Sughera, esposta a nord per il Sangiovese, e Vigna al Mare, sui pendii a sud per il Cabernet Sauvignon e Franc in un rapporto di circa 85 a 15 in percentuale, piante coltivate a Guyot, hanno danno vita ai vini monovarietali a igt su cui ha puntato l’azienda dal 2004. Oggi vengono allevate anche vigne di vermentino e prodotto un ulteriore rosso da taglio ‘entry level’.

Da vendemmia 2013 le bottiglie assaggiate: un’annata di grazia per la qualità delle uve ottenute, in special modo per il Cabernet, che hanno raggiunto una maturità a tutto tondo. La produzione è ancora piccola per questa giovane azienda dalle caratteristiche solide ed eroiche al tempo stesso nell’ordine di qualche migliaia di bottiglie all’anno, e in cantina ne restano a mala pena per una modesta memoria storica.

C’è poco da girarci intorno con le parole, anzi, sarebbe il caso di dire che qui si sale in tutti i sensi, anche fisicamente la erta collina – e mi verrebbe da dire che ogni buon vino ha la sua montagna – fino a raggiungere quota 300 m slm al Belvedere, qui c’è il borgo antico ora case vacanze, dove la vista si allarga sull’intera Val di Cornia ri-generando lo spirito d’animo. Ma soprattutto si sale gustativamente perché sono vini sani fatti nel rispetto dell’ambiente, della terra e dei frutti ottenuti con i minuziosi cicli a conduzione biodinamica svolti con attaccamento e tanto sacrificio anche qui. In cantina, poi, soltanto spremitura e botti grandi da 25 hl, più una buona sosta in bottiglia prima della commercializzazione, il tutto per un arco di tempo di due anni più o meno per entrambi.

Nel bicchiere corrispondenza gusto-olfattiva, identità, giustezza: sono vini che irradiano il calore della piacevolezza insieme ad una vivezza, un’armonia e un equilibrio raggiunto (già) che ne sottolineano il gusto bello ampio, floreale-aromatico e vibrante (soprattutto per chi lo beve, difficile da raccontare); vini valorizzati dal buon estratto, tatto e tannino, e a lungo dalla fragranza, dalla pulizia, dalla genuinità e scorrevolezza di beva al limite della facilità. Dalla gioia. Serbevolezza garantita. Fatta piccola scorta in cantinetta.

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Lodevoli le loro retro etichette.

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vignaimandorli.it

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Informazioni su alessandro zingoni

Appassionato del nettare di Bacco e della buona tavola; sommelier AIS; barman FIB; il servizio è la mia "mission".

Pubblicato il 18 maggio 2016, in Degustazioni con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Gran bei vini quelli prodotti dai I Mandorli.

    Liked by 1 persona

  2. alessandro zingoni

    Vero, verissimo… Sono la gioia di bere, ed ho detto tutto. Grazie wineyounews per il tuo contributo. Sempre cin!

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