Etna: i vini del Vulcano

Etna copertina

Agli esordi su questo blog ho voluto dedicare un post ad un vino etneo (si veda qui) perché dalla Sicilia è iniziato il mio percorso d’amore e conoscenza verso il vino. E appena si è presentata l’occasione che la Sicilia etnea, o almeno una particina di essa, venisse a Firenze, grazie all’organizzazione di un God Save the Wine speciale tutto dedicato ai “Vini della Montagna”, non ho potuto resistere ad un richiamo così ammaliante.

Proprio nei luoghi dove ho studiato e mi sono diplomata sommelier (le sale del centralissimo e lussuoso Hotel Excelsior) una decina di aziende provenienti da versanti diversi del vulcano hanno portato i loro gioielli: i vini bianchi da uva Carricante e i vini rossi da Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio con la sorpresa anche di qualche bollicina o rosato sempre da Nerello. Stuzzicanti e graziosamente vinose le bollicine di Murgo, che già dal 1990 produce spumanti metodo classico dal Nerello ma di cui ho potuto assaggiare solo il Brut 2012 visto che le bottiglie a disposizione erano poche e il Rosé 2012 è finito in un batter di ciglia.

Etna-Murgo

Tre/quattro i vini bianchi assaggiati da uva Carricante, molto diversi fra loro per profumi, intensità e personalità. A dire il vero fra questi l’unico che mi ha colpito è stato l’Etna bianco dell’azienda Tornatore, versante nord del Vulcano: variegato nei profumi di fiori bianchi, erbe aromatiche e sentori balsamici. Fresco, sapido, vivace, decisamente convincente.

Etna Tornatore

Il vero divertimento e godimento è iniziato con l’assaggio dei rossi, alcuni più leggiadri e diafani, altri più ricchi di struttura e personalità, ma mai sopra le righe…mai iper strutturati o iper alcolici. Una fonte inesauribile di serbevolezza con gradazioni alcoliche ancora incredibilmente “umane” (fra i 12,5 ei 13,5%) e che, infatti, il mattino successivo non hanno lasciato postumi. Fra i rossi che ho apprezzato di più l’Etna rosso Villagrande 2012, a cui va anche il merito di avere proprio una bella etichetta: un vino che già solo per il profumo ti incolla al bicchiere fra rose selvatiche, ciliegie, richiami carnosi e peposi. Un vino giovane e croccante ancora, ma dalla stoffa elegante, tannino gentile, sorso fresco e ampio che con il tempo non può che migliorare.

Etna rosso Villagrande

Dal versante sud, con diversa personalità e carattere il Nerello Mascalese 2013 della Masseria Setteporte. Proveniente dalle vigne più vecchie dell’azienda, si presenta di un colore rubino più intenso della media dei vini presenti. I profumi fruttati sono più caldi, le note sulfuree minerali si fanno più percettibili, esprimendo tutto il calore della terra lavica da cui le vigne traggono nutrimento. Vino di struttura, sostenuto da grande spinta acida e mineralità, che ne prolungano gusto e piacevolezza di beva.

Etna Nerello Setteporte

La sorpresa: un Nerello Cappuccio in purezza, dell’azienda Benanti, la più conosciuta fra quelle ospiti della serata. Un vino dagli intriganti profumi di corteccia e rabarbaro, sapido e gustoso; un’opportunità di assaggiarlo così in purezza, visto che normalmente lo si trova come gregario del più famoso Mascalese.

Etna Nerello Cappuccio

Questa piccola scalata sull’Etna, anche se non “in loco”, mi ha convinto (e non credo solo me) ancor di più sull’eleganza e piacevolezza di vini rossi che davvero, non a caso e senza merito, sono chiamati i Pinot nero d’Italia.

Etna le vigne

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Pubblicato il 16 maggio 2016, in Degustazioni, eventi con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. alessandro zingoni

    Ci avrei scommesso e vinto sul successo della serata GSTW dedicata al “Pinot Nero d’Italia” o della Muntagna 🙂 , che ahimé mi sono perso causa impegni di lavoro, e mi ritrovo molto nel tuo riportato, ho scolato da poco “in un batter di ciglia” un nerello (mix) Pistus de i Custodi delle vigne dell’Etna veramente bello e godibile, con gradazione “umana” 12,5% a/v, dalla succulenza nebbioleggiante o pinotnereggiante nonostante fosse un vino in fasce… Cin!

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  2. Barbara Bonaccini

    Mi fa piacere ritrovare nelle tue parole simili sensazioni…visto che mi ritengo un po’ di parte quando assaggio questo genere di vini. Va detto anche che si fa presto a dire Etna perchè sicuramente i 4 versanti della “Montagna” danno vini dagli stili diversi che al momento non possono che essere approfonditi “in loco” visto che ancore poche aziende etnee sono reperibili nelle nostre enoteche.

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  3. alessandro zingoni

    E dici bene, Barbara, e allora perché non andare direttamente in loco…nord sud ovest est..? 🙂

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  4. alessandro zingoni

    https://www.vinix.com/degustazioni_detail.php?ID=4413&ref=search ritrovata una mia rece del Murgo 2008

    🙂

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  1. Pingback: God Save the Wine | Degustatori Per Caso

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