Orval tra storia e leggenda di una birra d’Abbazia

 

orval

Camminando tra gli scaffali di un supermarket un appassionato di birra artigianale difficilmente si fermerebbe a guardare la “selezione” di birre presenti, intendo dire che quella tra birre artigianali e birre industriali è una battaglia sempre aperta e senza esclusione di colpi tra marketing e distribuzione (è in atto la causa intentata dal gruppo Carlsberg Italia nei confronti di un pub romano per esempio, qui il racconto), eppure guardando meglio capita di trovare delle chicche che molto spesso passano inosservate ai più spesso nascoste tra le tante esposte su quei freddi scaffali; è il caso della birra Orval, secondo me, quello che al meglio rappresenta queste “mosche bianche”, una delle mie preferite tra le meno impegnative da bere con l’unica variabile a rischio la carbonazione. Mi è piaciuto così raccogliere le informazioni della storica e leggendaria Abbazia che la produce da sempre come fosse la prima cotta e rifermentazione in bottiglia, sognando una visita là nella sua terra la Vallonia in Belgio.

L’abbazia di Notre Dame d’Orval (Abdij Notre-Dame d’Orval) è un monastero cistercense fondato nel 1132 nella regione storica della Gaume, in Belgio, ed è situata a Villers-devant-Orval, nella attuale provincia vallone del Lussemburgo. L’abbazia è rinomata per la sua storia e per la vita spirituale dei monaci ma anche per la locale produzione di un formaggio tipico e della birra trappista Orval, nell’annesso birrificio( si definisce birra trappista una birra brassata da monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo tra l’altro Orval è l’unica ad aver mantenuto la produzione all’interno della stessa. Dei 176 monasteri trappisti nel mondo (dati gennaio 2015), solo undici producono birra (sei in Belgio, due nei Paesi Bassi, uno negli Stati Uniti, uno in Austria e uno in Italia). Solo queste undici birrerie sono autorizzate a etichettare le loro birre con il logo Authentic trappist product (“Autentico Prodotto Trappista”) che indica l’osservanza di una serie di regole stabilite dall’Associazione Internazionale dei Trappisti).

Prima Fondazione

Il luogo è stato occupato fin dal periodo merovingio ma ci sono tracce di una preesistente cappella del X secolo. Nel 1070, un gruppo di monaci Benedettini provenienti dalla Calabria si stabilì qui, su invito di Arnould conte di Chiny, e iniziarono la costruzione di una chiesa e di un monastero; dopo circa quarant’anni però, probabilmente a causa della morte del conte Arnould, si recarono altrove. Furono rimpiazzati da una comunità di Canonici, che completarono i lavori: la chiesa fu consacrata il 30 settembre 1124.

Nel 1132 arrivò un gruppo di monaci cistercensi dell’abbazia di Troisfontaines nella Champagne e i due gruppi diedero vita ad una singola comunità di ordine cistercense, sotto la guida del primo abate, Constantin.

Attorno al 1252, il monastero fu distrutto da un incendio; la ricostruzione richiese circa cent’anni.

Tra il XV e il XVI secolo, le varie guerre tra Francia e le regioni circostanti (Borgogna e Spagna) ebbero un forte impatto su Orval. Fu dapprima edificata una fonderia all’interno dell’abbazia; poi, nel 1637, durante la Guerra dei Trent’anni, il monastero fu saccheggiato e bruciato dai mercenari francesi.

Nel corso del XVII secolo, l’abbazia aderì alla branca dei Trappisti dell’Ordine Cistercense, ma si riconvertì nuovamente alla Regola di San Benedetto attorno al 1785.

Nel 1793, durante la Rivoluzione Francese, l’abbazia, rea di aver ospitato le truppe austriache, fu completamente data alle fiamme dall’esercito francese e l’intera comunità fu dispersa.

Seconda Fondazione

Nel 1887, la terra e le rovine dell’abbazia furono acquisite dalla famiglia Harenne, che le donò nuovamente all’Ordine Cistercense nel 1926, in modo che la vita monastica potesse riprendere in quel luogo sacro. Tra quell’anno e il 1948, sotto la direzione del monaco Trappista Marie-Albert van der Cruyssen, fu costruito il nuovo monastero e nel 1935 Orval riacquisì il riconoscimento di abbazia. La nuova chiesa fu consacrata l’8 settembre 1948.

La leggenda di Orval

C’è una leggenda sulla fondazione dell’abbazia, che ha l’intento di spiegare il significato del nome Orval e del suo stemma. Stando a questo racconto, Matilde di Canossa, vedova, stava visitando il luogo, quando smarrì l’anello nuziale in un fiume. Dopo aver pregato affinché tornasse in possesso dell’anello, una trota apparve sulla superficie dell’acqua con l’anello in bocca. La vedova esclamò “Questa è davvero una Valle d’Oro!”, da cui deriverebbe il nome “Orval”. Il simbolo dell’abbazia mostra la trota con l’anello in bocca, e quel fiume ancora oggi fornisce acqua al monastero e al birrificio annesso. Una versione della leggenda è riportata nel “Il libro dell’amore” di Kathleen McGowan, autrice della trilogia della Maddalena; in questo secondo libro si parla in modo del tutto nuovo della contessa Matilde, e anche la perdita dell’anello prende un altro significato.

fonte:

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Informazioni su massimo dini

Pisano, assaggiatore di vino iscritto all’ O.n.a.v.; da sempre appassionato di enogastronomia, amante del territorio,sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da degustare.

Pubblicato il 15 dicembre 2015, in Aziende con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. alessandro zingoni

    Bentornata Birra! 🙂

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  2. Adoro la Orval, tra le mie preferite! 😍

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  3. anche a me piace molto, tra le birre trappiste ha uno stile tutto suo; una, diciamo, pecca secondo me è che a seconda dei lotti l’ho trovata un pò più carbonata, ma è un gusto/opinione personale

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