“Vino, il tempo dell’e-commerce non è maturo”

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Ci interessa riportare questo articolo di Agroalimentarenews del 15-05-2015, -con tutto il beneficio di inventario-, perchè curiosi di approfondire sviluppi e opinioni di quest’altra materia vinosa che ci appassiona e a cui un po’ ci siamo avvicinati, nonché abitudini di chi segue il nostro piccolo local blog, su preferenze agli acquisti on-line o attraverso i canali tradizionali.

“Un sondaggio condotto da Grs Ricerca e Strategia per Wine2wine segnala che solo il 35% delle cantine vende online. Le aziende interpellate, da Nord a Sud dell’Italia, sono state 450.

Roma– La vendita online non convince ancora le imprese vitivinicole della penisola.  Un sondaggio condotto da Grs Ricerca e Strategia per Wine2wine (evento e brand di Veronafiere), segnala che il 61 per cento delle aziende non utilizza l’e-commerce. Le cantine interpellate, da Nord a Sud dell’Italia, sono state 450. Tra le motivazione del non utilizzo il 21%  confessa una mancanza di focus in azienda e know how, il 14% ritiene che questo canale sia in conflitto con i canali di vendita tradizionali,  il 13% dichiara di non essere interessato a questo canale, il 7% ammette una difficoltà nella gestione dei pagamenti e delle consegne e il 6% dichiara di non avere bisogno del canale e-commerce in quanto la propria produzione viene già tutta venduta attraverso i canali tradizionali. Tra gli intervistati ci sono alcune cantine che dichiarano di non credere nell’e-commerce, di ritenere che i tempi in Italia non siano ancora maturi, di non avere ancora trovato il giusto partner online o di continuare a preferire il contatto diretto con il cliente.

E’ emerso inoltre che le cantine che vendono on-line sono il 35% e lo fanno principalmente attraverso il loro sito aziendale (51%) o utilizzando sia il loro sito sia siti specializzati (28%).  Nel 22% dei casi le cantine si rivolgono unicamente a siti specializzati (Svinando, Wineverse, Tannico, Vinix, Winetowine, Winezon). Nel 42% dei casi il canale delle vendite on-line rappresenta il 2-3% del fatturato annuo totale, mentre nel 21% dei casi questa percentuale aumenta oltre il 10%. Oltre il 40% delle cantine che già vendono on-line si aspetta uno sviluppo rilevante per questo canale nei prossimi mesi.”

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fonte: agroalimentarenews.com

foto credits: squisitonline.it e wineverse

 

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Informazioni su massimo dini

Pisano, assaggiatore di vino iscritto all’ O.n.a.v.; da sempre appassionato di enogastronomia, amante del territorio,sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da degustare.

Pubblicato il 17 maggio 2015, in Varie con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. alessandro zingoni

    Ciao Massimo, su Vinix c’è un bello sviluppo di discussione su questo argomento, comunque penso siano giuste le motivazioni riportate dall’articolo anche se la il discorso è più complesso e vince ancora una certa arretratezza del nostro paese anche in questo settore. (imho)

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    • Alessandro io penso che se ci fosse una percezione di sicurezza maggiore, un informazione dettagliata e una banda larga diffusa, forse e dico forse i consumatori sarebbero più invogliati a fare acquisti online di conseguenza anche le aziende troverebbero più appetibile questo mercato, la mia è una opinione personale da consumatore

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