Il Calamaio

Il calamaio 15

 

Il Calamaio, San Macario, Lucca. Visita all’azienda per Degustatoripercaso a febbraio di quest’anno. Giovane piccola realtà vitivinicola delle Colline Lucchesi (DOC) recuperata, è proprio il caso di dire, da quell’instancabile lavoratore ingegnoso-filosofo-sognatore che risponde al nome di Samuele Bianchi, che l’ha acquistata riportandola a nuova vita con sacrificio e passione, tanto si avvertono, determinato certamente a fare bene nel tempo. E se queste sono le premesse…

Lasciata Lucca alle spalle, superata la località di San Macario, avvicinandosi dalla strada di campagna ci appare ben esposta al sole la collinetta erbosa, con i suoi vigneti a giropoggio a far capolino. In cima una vecchia abitazione, al suo interno la piccola cantina, guarda verso il mare là a pochi chilometri in linea d’aria. Sensazioni di quiete una volta arrivati su. Aria pulita. Lo sguardo va sul paesaggio tutt’intorno, boschi e colline incantevoli, poi si posa sui vigneti ancora a riposo (ho come l’impressione di tornare indietro nel tempo, mi ritornano alla mente immagini bucoliche dei racconti di Soldati e Veronelli).

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Pochi gli ettari coltivati, tanta la cura profusa.  Molte le varietà, molte quelle recuperate e messe a dimora insieme ai nuovi impianti. Vitigni che parlano toscano, pardon, qui lucchese: per i vini rossi sono il Sangiovese, virigno principe di notevole qualità anche qui, affiancato dagli autoctoni Buonamico, Ciliegiolo, Aleatico, Barsaglina ma anche Merlot; Chardonnay e gli inusuali bianchi Petite Arvine (vitigno autoctono valdostano) e Petit Manseng (vitigno francese dello Jurancon).

Tre i vini prodotti, assaggiati ed annotati:

Soffio 2013

Soffio

(60% Chardonnay, 30% Petite Arvine, 10% Petit Manseng; alcol: 13º; prezzo: in cantina 8,00 €)

“Sembra di bere un vino d’Oltralpe. Soffio, da vendemmia 2013, è infatti composto oltre che da uve Chardonnay, da Petite Arvine e Petit Manseng. Nasce da vitigni allevati a guyot su terreni misti reimpiantati sulle Colline Lucchesi quelle che più guardano verso il mare.

Bello sin dal colore oro luminoso vivo e consistente nel bicchiere. Al naso è un po’ restio ad aprirsi, e la temperatura di cantina inizialmente non aiuta, lentamente però tira fuori prima una nota sulfurea caratterizzante, poi, sempre più il frutto pulito e nitido di pesca e frutta gialla integra, sentori erbacei, come quelli percepiti lì fuori nella vigna; è pulito anche in bocca, vinifica soltanto in serbatoio d’acciaio inox, dove il vino entra morbido, effetto anche della malolattica, e progressivamente si fa intenso, gustoso, vibrante, in equilibrio con la freschezza acida di notevole percezione anch’essa; è un vino ricco di materia, consistente, citrino (netto il pompelmo, con un che anche di lievito), decisamente sapido in chiusura ad allungarne la persistenza e la buona piacevolezza di beva; ha gusto e carattere deciso; è stravagante al tempo stesso; senza ombra di dubbio è un vino di grande personalità.”

❦ ❦ ❦

In fotografia Andrea Beconcini enologo responsabile delle vigne.

Poiana 2012

poiana12

(Sangiovese in purezza; alcol: 13º; prezzo: in cantina 7,00 €)

“Si resta davvero ben impressionati di fronte a questo Sangiovese in purezza, ottenuto da biotipi/cloni reimpiantati e non, da sempre presenti in zona, in etichetta Poiana, nell’occasione la vendemmia 2012, di cui ne va fiero il suo artefice in primis, Samuele Bianchi. A ben ragione!

E giustamente sin dal primo sorso si avvertono tanto gusto e freschezza, frutto e glicerina, sapidità e tannino intensi e ben espressi, e quest’ultimo già a buon punto di maturazione direi, in un equilibrio e piacevolezza da invogliarmi a berne senza accorgermene anche a tavola una volta a casa. Un gran bel vino sanguigno e succulento che richiama le carni rosse alla brace e gli arrosti, ma non solo. (3.500 bottiglie prodotte).”

❦ ❦ ❦ ½

In retroetichetta: “Da un amico per gli amici.”

Antenato 2013

Ante

(Rosso IGT; vitigni: Buonamico e altre varietà autoctone toscane)

“Ottenuto da vecchie vigne autoctone lucchesi/toscane come il Buonamico* (varietale generoso detto Giacomino nel pisano), Sangiovese, Ciliegiolo, Aleatico, Barsaglina ma anche Merlot. Il 2013 assaggiato spillato dal tino d’acciaio inox: rosso profondo “atipico” per i nostri tempi ma già tanto invitante vibrante e saporito, territoriale va da sé. E’ un vino di nicchia prodotto in poche unità.”

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N.B. Per gli appassionati, vini più facile da reperire in zona.

 

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Azienda Agricola Il Calamaio

Via di San Macario (Lucca)

http://www.ilcalamaiovini.it/

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Informazioni su alessandro zingoni

Appassionato del nettare di Bacco e della buona tavola; sommelier AIS; barman FIB; il servizio è la mia "mission".

Pubblicato il 26 aprile 2015, in Aziende, Degustazioni, territori con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. alessandro zingoni

    Bella conferma anche il Poiana 2013, sangiovese-lucchese glu-glu..!

    Mi piace

  1. Pingback: Il Calamaio – Antenato 2013 | Degustatori Per Caso

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