Stemberger Robinia Chardonnay 2005

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Un’altra piacevole occasione per coccolarsi a tavola con gli amici a casa di Alessandro. Degustatori per caso in bianco… Ma che bianco! Come avevo detto nel post dell’evento milanese sui vini naturali Live Wine ho acquistato questo vino, direttamente dalle mani del produttore, perchè piacevolmente colpito e intrigato dal suo gusto: uno Chardonnay di 10 anni (nonostante io non ami poi così tanto i vini bianchi in generale), Robinia di Stemberger 2005 della parte di Slovenia fra il Golfo di Trieste e la Valle della Vipava caratterizzata da quei terreni calcarei tipici proprio del Carso (parola che deriva dalla regione slovena del Kras).

Stappato una buona mezz’ora prima per farlo respirare un po’ e portato a temperatura di servizio, via si parte! Trepidante aspetto il primo sorso dopo aver cominciato le danze con un antipasto a base di prosciutto, polentina fritta e formaggio fresco. Dorato decisamente intenso nel bicchiere, consistente vivo e brillante; inizialmente restio al primo naso che non entusiasma, percepisco una sola nota di banana matura che mi rimanda al varietale evidenziato in etichetta, poi, piano piano, si apre e… (fosse stato versato alla cieca non so in quanti sarebbero stati in grado di riconoscerlo alla prima; ci ha ricordato una malvasia).

Al sorso si è dimostrato da subito più convincente anzi coinvolgente con un entrata morbida e poi decisamente fresca e sapida con un che di un cremoso avvolgente come un liquore di frutta polposa (a rimandare anche a quella rossa!), e poi cotta e tropicale, in un bel corpo (13% a/v) ben equilibrato, fine ed elegante di grande soddisfazione, complesso alla fine. Un vino che definirei dai due volti, da una parte la sua evidente naturale evoluzione con i sentori aromatici primari del vitigno trasformati, dall’altra una acidità davvero ben espressa e ancora viva che gli ha dato/dà decisamente una marcia in più e mi fa pensare ad una bella evoluzione ancora da venire. Insomma, un vino piacevole, di grande personalità, impronta territoriale-minerale, beva e abbinabilità: veramente veramente buono.

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La serata non è stata tutta qui e il dessert si è accompagnato ad un Vinsanto Riserva 2004 delle nostre colline pisane, Terricciola, azienda Sorelle Palazzi. Ma questo è un altro post.

http://www.stemberger.si/

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Informazioni su massimo dini

Pisano, assaggiatore di vino iscritto all’ O.n.a.v.; da sempre appassionato di enogastronomia, amante del territorio,sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da degustare.

Pubblicato il 16 marzo 2015, in Degustazioni con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. alessandro zingoni

    Gran bella boccia, ottima descrizione, si! Grazie della condivisione. Cin!

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